Oscilloscopio portatile DSO-150 Parte seconda

Continuiamo a parlare dell’oscilloscopio low-cost DSO-150. La prima parte di questo articolo la potete leggere  QUI.

Vediamo come si utilizza. Oltre ai quattro pulsanti e all’encoder rotativo visibili nella foto, sono presenti sui lati del contenitore, l’interruttore on/off, il commutatore AC/DC/GND , il contatto per il segnale di autotest, la presa per l’alimentatore esterno e la presa di tipo BNC per collegare la sonda. In particolare quella fornita è una sonda molto basilare, che termina semplicemente con due morsetti a coccodrillo. Naturalmente è possibile collegare anche una sonda del genere classico da oscilloscopio.

Premendo il pulsante V/DIV e ruotando la manopola ADJ si varia il valore verticale per la singola divisione. Le divisioni sono quelle indicate dalla griglia bianca che si vede sotto la traccia. L’indicazione è riportata in basso a destra. Nella foto si vede indicato il valore 0.5V. Vale a dire che ogni divisione in verticale vale 0.5 Volt. Se guardiamo la traccia vediamo che occupa in verticale circa 7 divisioni, circa 3.5 Volt. Per un controllo più preciso le divisioni degli assi centrali riportano delle ulteriori suddivisioni. Se si attivano le indicazione sul display (tenendo premuto per 3 secondi il tasto OK), come nella foto sopra, vengono indicati direttamente i valori del verticale e dell’orizzontale. Questo porta via un po’ di spazio alla traccia ma rende senz’altro più semplice la lettura. Sulla destra del display ci sono tutti i valori di tensione (minima, massima, media, picco-picco e valore efficace). Sulla sinistra invece tutti i valori relativi all’asse orizzantale e quindi dei tempi. Sono indicate la frequenza, il periodo la durata del PWM e la percentuale.

Premendo il pulsante SEC/DIV e ruotando ADJ si cambia il valore dei secondi (o sottomultipli) per ogni divisione orizzontale. Quindi se abbiamo impostato, come nella foto 0.5 millisecondi, il segnale che vediamo occupa circa due quadretti per un periodo completo, quindi dura circa 1 millisecondo. Nelle indicazioni sul display vediamo tutto il dettaglio. Il tasto TRIGGER si occupa appunto di selezionare la modalità di sincronismo. La pressione in sequenza di questo tasto seleziona prima il modo (Auto, Normal, Single) poi il fronte di sincronismo (fronte di salita o di discesa) quindi il livello del segnale, oltre il quale si considera un fronte valido (indicato in viola nella foto). Una volta selezionato il campo voluto i valori si cambiano sempre con la manopola ADJ.

L’ultimo tasto OK se premuto brevemente consente di passare dalla modalità RUN (quella normale di funzionamento) a quella HOLD, dove la traccia visualizzata in quel momento viene “congelata”, utile per poter osservare fenomeni transitori. La pressione lunga del tasto OK, come già detto, consente di visualizzare o no i valori sul display.

Ci sono altre possibili combinazioni di tasti che permettono operazioni particolari, queste sono descritte sul manuale.

Interessante è la presenza di un pin di uscita per un segnale di test. Il segnale è a frequenza 1 Khz e ampiezza picco-picco di circa 3.3 VDC. Questo consente di visualizzare subito un segnale noto, semplicemente collegando il coccodrillo rosso (positivo) al pin. La foto sopra è realizzata proprio in questa condizione, si può anche cominciare a valutare la precisione di questo strumento.

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Oscilloscopio portatile DSO-150 Parte terza

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